#History

 
 1992

Un amore grande come la vita.
Grazie ad un’idea di Gianni Versace, Giorgio Armani, Gianfranco Ferrè e Valentino, la grande famiglia della moda si riunisce per la prima volta in un progetto comune di charity a favore della ricerca scientifica sul virus HIV. Nasce così Convivio. A dar voce all’evento, nel suggestivo scenario del Castello Sforzesco, due protagonisti del panorama musicale internazionale: Sing ed Elton John.

 
1994

Health – Earth – Love – Peace.
Salute vs malattia, Terra vs inquinamento, Amore vs odio, Pace vs guerra. Tutti uniti solidalmente per la salvaguardia di questi valori, contro i corrispettivi mali contemporanei. Le note suonate dall’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, direatta dal maestro Riccardo Muti, regalano un concerto straordinario per la raccolta di fondi a sostegno della lotta contro l’AIDS. Solista d’eccezione il violinista Fidon Kremer.

 
1996

La musica è la voce di chi comunica col cuore.
Le parole scritte o cantate sono protagoniste di quest’edizione, ad accomunarle la sensibilità di due grandi donne: Barbara Alberti e Anna Oxa. “Donne di piacere” è la piece teatrale, presentata al teatro Smeraldo, scritta da Barbara Alberti con la regia di Antonello Aglioti, che racconta le ansie della carnalità più lasciva. Uno spettacolo provocatorio che pone attenzione al problema; sul palco Marisa Berenson, Anna Kanakis e molte altre. Il concerto di Anna Oxa “Anna non si lascia” chiude la settimana di evento al Teatro Nazionale.

 
1998

Non solo spettacolo, non solo moda, non solo sport, non solo una settimana. Non solo noi anche tu con Anlaids contro l’AIDS.
Una versione tutta al femminile per sensibilizzare le donne alla prevenzione; dieci stiliste promotrici dell’iniziativa e tante donne dello spettacolo, come Lella Costa, Alba Parietti e Carla Fracci. Molti personaggi intervenuti tra i quali Gaspare e Zuzzurro, Demo Morselli e la sua esuberante band. A chiusura della manifestazione, un galà di danza in scena al Teatro Nazionale con illustri ballerini, da Daniel Ezralow a Lucia Savignano, che interpretano la metafora della complessa esistenza dei malati di AIDS.